Edifici a Energia quasi Zero

 

Edifici a Energia quasi Zero | Fin dalla crisi energetica degli anni settanta si iniziò a pensare ad un modo di costruire più “attento” ed incentrato sul minimo dispendio di energia. Ma in quegli anni non ci fu la volontà di incentivare una tipologia costruttiva a “bassissimo consumo energetico”. Da circa 10-15 anni a questa parte la tendenza sembra stia cambiando, infatti si sente sempre più spesso parlare di “edifici a Energia quasi Zero”.  Il termine Nearly Zero Energy Building è stato disciplinato dall’Unione Europea con l’art. 9 della direttiva 2010/31/UE ossia la EPBD (Energy Performing Building Directive). Queste perseguono la strategia dell’Europa 2020 in tema di sviluppo sostenibile. Una definizione di Edifici ad energia quasi zero, compare nell’Art. 2 delle direttive Europee definite EPBD del 2010 ed è il seguente:

“un edificio ad altissima prestazione energetica. Il fabbisogno energetico molto basso o quasi nullo dovrebbe essere coperto in misura molto significativa da energia da fonti rinnovabili, compresa l’energia da fonti rinnovabili prodotta in loco o nelle vicinanze”.

Fondamentalmente quello che viene richiesto dalla normativa europea è una particolare attenzione alla progettazione efficiente dell’involucro edilizio, al fine di minimizzare i fabbisogni energetici per riscaldamento, raffrescamento e illuminazione, andando a coprire il rimanente fabbisogno con un’impiantistica efficiente, rivolta alle fonti rinnovabili.

ALCUNI ACCORGIMENTI CHE DEVONO ESSERE ADOTTATI PER LA PROGETTAZIONE DI EDIFICI AD ENERGIA QUASI ZERO

L’attenzione deve essere incentrata sulla minimizzazione dell’impiego di impianti meccanici e sulla massimizzazione degli scambi energetici tra edificio e ambiente naturale circostante.

La regola fondamentale consiste nel massimizzare la captazione del calore attraverso un’attenta progettazione dell’involucro esterno e delle superfici opache e finestrate. Si persegue tale obiettivo attraverso uno studio del sito dove sorgerà l’edificio al fine di sfruttare al meglio l’irraggiamento solare.

Altro aspetto da non trascurare è la protezione dal sole, sfruttando adeguatamente la vegetazione presente nel luogo in cui sorgerà la struttura.

La casa ad energia quasi zero deve essere progettata in funzione delle stagioni: nel periodo invernale dovrà sfruttare al massimo il calore del sole, massimizzare l’accumulo e garantire l’isolamento termico. Durante quello estivo occorre schermare bene l’edificio, studiare la tecnica di isolamento termico più performante e i sistemi di ombreggiamento.

La casa “PassivHause” ha alla base un concetto all’apparenza complesso: deve produrre e conservare energia. La scelta più economica da fare in questo senso è quella di ottimizzare gli isolamenti, riducendo la dispersione di calore. In pratica il comfort termico di questi edifici viene garantito da sistemi di riscaldamento “non tradizionali”, dove viene sfruttato l’irraggiamento dei raggi solari e il calore generato all’interno della struttura.